Il design può essere uno strumento di liberazione?
Una possibile risposta a questa domanda è nata invitando Aldo Cibic a dirigere i lavori di un gruppo di detenuti della Casa Circondariale di Spoleto, nel laboratorio di falegnameria.

Un’occasione di ascolto più che di consiglio, alla scoperta di quante cose si possono fare con i pochissimi oggetti in dotazione a una cella. Una lezione sull’economia del consumo e degli oggetti, e sulla liberazione del pensiero.

È nata così Freedom Room, idea embrionale e ancora in divenire di una stanza di albergo di solo 9 mq, in cui i pochi oggetti presenti devono poter essere “molte cose”, non una sola.

Il modulo, insieme a immagini, scritti e disegni che ne raccontano la nascita e lo spirito, è stato presentato nelle sale della Triennale a Milano. In questo tempio del design, vicino a installazioni magnificenti e grandi spettacolarizzazione sul tema del progetto, Freedom Room ha raccontato invece la forza del pensiero.

> Il Libro che racconta Freedom Room


© 1993 – 2017 Copyright © 2017 Co.Mo.Do | Comunicare Moltiplica Doveri | soc. coop.